La Lombalgia in Osteopatia Integrata
La lombalgia, comunemente detta “mal di schiena”, non è una diagnosi, ma il sintomo di un sistema complesso che ha esaurito i propri compensi.
Per trattarla efficacemente occorre un’analisi che integri biomeccanica, neurologia e biologia dei tessuti.

L’equilibrio del bacino: influenze ascendenti e discendenti
Il distretto lombare è il "crocevia" di molteplici influenze sistemiche:
- Influenze ascendenti: disfunzioni di piede, caviglia, ginocchio o anca costringono il bacino a rotazioni di compenso. Le vertebre L4 ed L5 sono vincolate biomeccanicamente al bacino tramite i robusti legamenti ileo-lombari, subendo direttamente ogni squilibrio dal basso.
- Influenze discendenti: “tensioni” cranio-cervicali, occlusali e dorsali si scaricano sulla cerniera dorso-lombare e lombo-sacrale attraverso le catene miofasciali.
Neuro-anatomia delle Sacro-Iliache: primarietà o adattamento?
Spesso le articolazioni sacro-iliache vengono trattate con "thrust" strutturali. Tuttavia, la loro innervazione suggerisce una natura prevalentemente adattativa:
- Legamenti anteriori: innervati dal plesso lombare e parte del sacrale (L2-S2).
- Legamenti posteriori: innervati prevalentemente dal plesso sacrale (L4-S3).
Manipolare una sacro-iliaca senza aver prima normalizzato i plessi neurologici e le disfunzioni del distretto dorso-lombare e lombare è spesso inutile, se non controproducente.
Il ruolo dei visceri e del peritoneo
La colonna lombare è il pilastro posteriore della cavità addominale.
Il dolore può originare da:
- Diaframma: i suoi pilastri si inseriscono sulle prime vertebre lombari; una disfunzione crea uno “shear stress” e riflessi verso il tratto cervicale via nervo frenico (C3-C4-C5), spiegando il legame tra lombalgia e cervicalgia.
- Logge viscerali: i rapporti di continuità tra, ad esempio, loggia renale ed epatica con i muscoli psoas e quadrato dei lombi sono spesso la vera causa delle "contratture" muscolari.
- Radice del mesentere: “tensioni” viscerali si riflettono sulla parete posteriore del peritoneo, condizionando neurologicamente e biomeccanicamente il rachide.
Il percorso clinico: dall’anamnesi al trattamento
Ogni seduta inizia con test ortopedici e neurologici per escludere "red flags" di pertinenza medica (compressioni neurologiche, fratture, problemi vascolari ecc).
Tramite l’ascolto palpatorio percettivo e i test di inibizione è possibile individuare la causa primaria, distinguendo tra problemi strutturali e funzionali.
In presenza di stress, stanchezza o disturbi sistemici, propongo spesso la compilazione della scheda MUS, riservando la Diagnostica Funzionale Biotekna a una fase successiva.
Sinergie strumentali: Bemer e Pluto Pulsar
L'integrazione tecnologica può favorire il trattamento manuale:
- Bemer (Terapia Fisica Vascolare): per preparare i tessuti, decongestionare l'acuto e riequilibrare il Sistema Nervoso Autonomo (SNA) spesso al termine del trattamento.
- Fotobiomodulazione (Pluto Pulsar): l’energia dei biofotoni agisce sulla muscolatura profonda e sul microcircolo, decontratturando e riducendo dolore ed infiammazione.
Gestione del percorso e stile di vita
Il recupero non è un evento "miracolistico" istantaneo, ma un processo fisiologico che può necessitare tempo e pazienza:
- Trattamenti di controllo: è essenziale rivedersi dopo 7-15 giorni. Anche se il dolore è sparito, occorre controllare che il sistema sia "a neutro" dal punto di vista Osteopatico e che i cambiamenti siano stati integrati correttamente.
- Idratazione e nutrizione: una nutrizione “detox”, soprattutto la sera, riduce il livello infiammatorio generale e viscerale in particolare che può irritare i plessi nervosi; fondamentale una corretta idratazione nel corso della giornata e nei giorni successivi per il drenaggio tossinico e per tutte le valenze positive sistemiche.
- Igiene del sonno: fondamentale, specialmente dopo il primo trattamento, ma anche come sana disciplina personale nella vita quotidiana, per permettere all'organismo di riparare, guarire ed integrare i cambiamenti neurofisiologici ricevuti nel trattamento.
- Esercizio e postura: fornisco al bisogno indicazioni su esercizi di mobilità e respirazione diaframmatica (approfondimenti nell’articolo “Il Diaframma in Osteopatia”). Per il rinforzo generale e del core collaboro al bisogno con Personal Trainer di fiducia.
- Multidisciplinarietà: se necessario, indirizzo il paziente verso Specialisti di fiducia (Fisiatri, Neurochirurghi, Nutrizionisti ecc.) per un percorso di salute che vada oltre la semplice scomparsa del sintomo.











