Uso consapevole degli Smarthphone

L'impatto degli smartphone sulla nostra salute: tra tecnologia, biofisica e benessere
Nel mondo iperconnesso di oggi, lo smartphone è diventato un'estensione del nostro corpo e della nostra mente.
Se da un lato ha rivoluzionato il nostro modo di vivere, lavorare e comunicare, dall'altro ha sollevato importanti questioni riguardanti il suo impatto sulla nostra salute.
Al di là dei benefici evidenti, è fondamentale esplorare le sfide che questa tecnologia pone al nostro benessere biofisico e psicologico.
I Campi Elettromagnetici (CEM) e la nostra biologia
Un tema di grande dibattito scientifico riguarda i Campi Elettromagnetici (CEM), ovvero campi invisibili di energia che si propagano nello spazio e che sono generati da qualsiasi dispositivo elettrico, inclusi i nostri smartphone.
Personalità illustri come il Prof. Piergiorgio Spaggiari, Fisico e Medico, fondatore del Master di Medicina Quantistica presso l'Università "La Sapienza" di Roma, hanno sollevato importanti interrogativi sulla loro potenziale interferenza con i delicati equilibri biofisici del nostro organismo.
Il principale motivo di preoccupazione è l'esposizione diretta, soprattutto quando il dispositivo è in modalità "dati connessi" e a contatto con il corpo, ad esempio nella tasca dei pantaloni o nel taschino della giacca.
In queste condizioni, l'assorbimento di energia elettromagnetica da parte dei tessuti biologici è massimo.
A questo proposito, è utile considerare il valore SAR (Specific Absorption Rate), che quantifica l'energia assorbita dal nostro corpo.
I produttori sono tenuti a dichiarare questo valore, e scegliere un dispositivo con un SAR più basso è una cautela in più per ridurre l'esposizione.
Inoltre, durante i viaggi in auto o in aree con scarsa ricezione del segnale, il telefono aumenta al massimo la sua potenza di trasmissione per cercare una rete stabile.
Questo sforzo energetico si traduce in un'emissione di CEM più intensa, incrementando l'esposizione per chi si lo porta a contatto ed anche per chi si trova nelle immediate vicinanze.
Dipendenza, luce blu e impatto sugli adolescenti
L'uso eccessivo degli smartphone, in particolare tra gli adolescenti, solleva preoccupazioni legate alla dipendenza.
La continua interazione con il dispositivo, le notifiche e i “like” stimolano il rilascio di dopamina, il neurotrasmettitore legato ai centri del piacere e alla ricompensa.
Questo meccanismo può portare a una ricerca compulsiva di stimoli digitali, con conseguenze negative sulla concentrazione, sulla socializzazione e sul benessere emotivo, specialmente nella fascia di età fino ai 14 e i 16 anni, in cui il cervello è ancora in fase di sviluppo, che in realtà "si conclude" attorno ai 24 anni.
Un altro aspetto cruciale è l'uso serale dello smartphone.
La luce blu emessa dagli schermi interferisce direttamente con la produzione di melatonina, l'ormone che regola oltre al sonno molteplici altre importanti reazioni metaboliche.
L'esposizione a questa luce prima di coricarsi può iperattivare il cervello, ritardare l'inizio del sonno e comprometterne la qualità.
Questo squilibrio può portare a un aumento del cortisolo, l'ormone dello stress, con sintomi di irritazione e infiammazione sia a livello locale (affaticamento degli occhi, secchezza oculare) che sistemico (squilibri del sistema nervoso centrale e autonomo), con conseguenze negative sul ritmo circadiano.
Oltre la connessione: impatti su vista e postura
Gli effetti dello smartphone non si limitano ai campi elettromagnetici o al sonno.
L'uso prolungato dello schermo può causare la sindrome da visione al computer, manifestandosi con secchezza oculare, affaticamento visivo e mal di testa.
Inoltre, la postura errata che assumiamo mentre guardiamo il telefono, con il collo piegato in avanti, ha dato vita al termine "tech-neck", causando dolori muscolari a collo, spalle e schiena.
Consigli per un uso consapevole e un benessere "digitale"
Non si tratta di demonizzare la tecnologia, ma di imparare a usarla in modo consapevole e salutare.
Ecco alcune linee guida per ottimizzare il rapporto con lo smartphone:
- Tempo e contenuti: limitare il tempo di utilizzo e, soprattutto, scegliere contenuti che arricchiscano la tua vita anziché svuotarla.
Stabilire momenti della giornata in cui il telefono è messo da parte.
Per i genitori, può essere utile implementare un "Digital Detox" settimanale o stabilire insieme ai figli delle regole condivise sull'uso del dispositivo a tavola o prima di dormire.
- Distanza e posizione: evitare il contatto diretto con il corpo, preferendo una borsa o uno zaino per trasportarlo.
In auto utilizzare la modalità aereo durante gli spostamenti: oltre ad abbattere i picchi di potenza si eviteranno pericolose distrazioni alla guida.
- Viva voce ed auricolari: utilizzare il viva voce o gli auricolari con cavo, preferibilmente a conduzione acustica anziché elettromagnetica, per ridurre l'esposizione diretta all'orecchio.
- Igiene del sonno: disattivare la connessione dati (o metti il telefono in modalità aereo) prima di andare a dormire.
Idealmente, non tenerlo sul comodino: la camera da letto dovrebbe essere un'oasi di riposo, libera da interferenze elettromagnetiche.
Come Professionista Sanitario, il mio impegno è promuovere un approccio olistico al benessere.
È per questo che supporto iniziative che mirano a mitigare gli effetti negativi delle tecnologie moderne.
In quest'ottica ho aderito come consulente al progetto 1Life Solutions per la diffusione delle card per smartphone in tessuto Medstan, un'innovazione sviluppata dall'ing. Paolo Polizzi.
Questo prodotto è pensato per la protezione dai campi elettromagnetici emessi dalla batteria del dispositivo.
Sono in grado di testare la loro efficacia tramite la Radiestesia e la Kinesiologia Applicata, metodiche non convenzionali ma empiricamente efficaci e sperimentabili di persona.
Queste tecniche, sebbene non riconosciute dalla scienza tradizionale, offrono un approccio complementare per testare le invisibili interazioni tra i CEM ed il nostro corpo.
Il mio ruolo è di offrire soluzioni concrete e innovative per la tua salute, includendo questo contributo ad approccio integrato alla nostra salute e benessere.











